L'INFIORATA DI SPELLO (Perugia)
La manifestazione de "L'INFIORATA" (unica per la tecnica di realizzazione nel suo genere in Italia),affonda le radici nel tempo, si perde nella memoria l'avvio di questa tradizionale, artistica iniziativa che fu poi trasformata, alcuni secoli fa, in omaggio al CORPUS DOMINI. Da lunghissimo tempo infatti si usa addobbare con fiori il tracciato stradale percorso dalla Processione religiosa. Gli Spellani, tuttavia nei primi anni del secolo, non completamente paghi di questo modesto ma significativo omaggio, iniziarono a conferire alle loro INFIORATE una caratteristica peculiare che, con l'andare degli anni, è assurta a sublime forma artistica. Del fiori - prima distribuiti alla rinfusa sui selciati di epoca romana e mediovale - si utilizzarono poi soltanto i petali e le foglie sempreverdi e si cominciarono a realizzare bellissimi tappeti di ginestra e finocchio selvatico, impreziositi da fregi di fiordaliso, margherite, petali vellutati, rose. Dai tappeti di ricercata fattura alla riproduzione di scene del Vecchio e Nuovo Testamento il passo fu breve. Ed ecco allora che il petalo umido di rugiada diventa pennellata per conferire sfumatura al volto del Cristo Caravaggesco.
Da circa quarant'anni la manifestazione, unica nel suo genere, è organizzata dalla PRO SPELLO, con il patrocinio della Regione e degli Enti locali. Dopo questa breve premessa introduttiva che si sforza di far comprendere la storia ed il livello artistico raggiunto dalle INFIORATE DI SPELLO, vale la pena trattare della loro tecnica realizzativa. Oggi si può dire con tutta tranquillità che gli appassionati Infioratori Spellani lavorano tutto l'anno al fine di preparare nel migliore dei modi la manifestazione. In ogni stagione vengono raccolti i fiori e le erbe del monte Subasio e dell'Appennino Umbro-Marchigiano; si tolgono pazientemente i petali che vengono gelosamente conservati. Chiaramente il grosso del lavoro di raccolta e preparazione dei fiori avviene nella stagione primaverile. Nei giorni che precedono il CORPUS DOMINI si assiste ad una vera e propria mobilitazione generale di nutrite squadre di Infioratori, i quali si disperdono lungo i pendii del Subasio, per i campi e le piane delle verdi vallate Umbre. Durante la raccolta dei fiori, altri cittadini (in prevalenza anziane signore), trascorrono lunghe serate nei pianterreni freschi, intente a separare i petali in base ai vari colori o a tritare finemente le erbe profumate.
Questo lavoro diventa sempre più febbrile e coinvolgente man mano che si approssima la festa del CORPUS DOMINI.
Alla vigilia di questa giornata, sin dal primo pomeriggio, le strade di Spello interessate dal percorso della Processione vengono chiuse al traffico e letteralmente invase da gruppi di cittadini di ogni età. Per prima cosa si provvede a realizzare elaborati sistemi e congegni di protezione del tratto di strada interessata, al fine di evitare di essere disturbati da avverse condizioni atmosferiche. Dopo questa preliminare operazione si inizia ad eseguire il disegno sul fondo stradale utilizzando all'uopo le tecniche più disparate: dal disegno a mano libera, allo spolvero, dallo stampo metallico alla forma di cartoncino. Eseguito il disegno si procede infine a depositare i petali variopinti, al fine di conferire le tonalità cromatiche desiderate per ottenere gli effetti artistici voluti. Queste operazioni durano l'intera notte e soltanto alle 9,00 del mattino le strade risultano ormai ricoperte da un unico tappeto policromo ed odoroso : uno spettacolo unico a vedersi. Basti pensare che mediamente vengono realizzati dai 60 ai 65 tappeti dai 12 ai 15 metri di lunghezza, con una superficie minima di 15 mq. Immancabilmente ogni anno si possono ammirare tappeti di grandi dimensioni con una superficie dai 30 ai 35 mq.. L'unicità del carattere della manifestazione è certamente dato dalla tecnica di esecuzione che consiste nell'uso esclusivo di elementi vegetali non trattati da alcun agente chimico o conservativo o colorante.
Inoltre l'esecuzione delle opere avviene sul fondo stradale direttamente e senza alcun trattamento: i soggetti e le decorazioni sono sempre rinnovati, si allacciano alla grande tradizione della Pittura Umbra, del Rinascimento, del 600 e 700, e talora il discorso figurativo si apre anche alle maggiori testimonianze dell'arte moderna. Con il passaggio del Sacro Corteo guidato dal Vescovo, si chiude un'esperienza di altissimo impegno artistico, di solidarietà civile, culturale ed umana, di tensione etica e religiosa che si concretizza in una smagliante armonia di colori.
Le diverse fasi dell'INFIORATA, che vanno dalla progettazione a tavolino fino alla pratica esecuzione dei tappeti artistici coinvolgono circa duemila persone. È questa un'occasione in cui tutti possono apportare utili contributi per la migliore riuscita dell'impresa: dal bambino che raccoglie i fiori, al pensionato, all'artista che con mirabile tratto riproduce le MADONNE della SCUOLA UMBRA, gli ANGELI di GIOTTO o le dolci figure del BOTTICELLI.
Ogni anno, il giorno del Corpus Domini, si ripete a Spello il miracolo "artistico" delle infiorate. Il percorso delle vie principali, senza soluzione di continuità per oltre un chilometro di sviluppo, si riveste di numerosissimi tappeti floreali che, ispirati a vari temi religiosi (secondo la libera fantasia o come riproduzione di dipinti famosi) celebrano il Gesù nell'Eucarestia.
La matrice antica, la ricorrenza rituale, la motivazione più intima, richiamano sicuramente ad una profonda ragione religiosa, legata al costume, oramai non più databile, di deporre petali al passaggio processionale delle sacre immagini e confluiscono nel tutto unico della realizzazione finale: i meravigliosi tappeti che, intercalati da geniali quadri floreali, si offrono agli sguardi ammirati delle svariate migliaia di visitatori e turisti che affluiscono da ogni parte d'Italia e dall'estero, è il risultato di un complesso e difficile lavoro che richiede giorni e giorni, settimane e settimane di paziente e sapiente opera di molte persone, che a gruppi si distribuiscono i compiti e si attivano con indispensabile armonia di intenti: ricerca e raccolta di fiori, cura e mantenimento di essi, capatura e selezione dei petali, studio del bozzetto, predisposizione di strutture antipioggia ed antivento, particolari impianti di illuminazione. Infine, durante il pomeriggio e la notte del sabato che precede la festa, gli infioratori lavorano sulle strade, chini a terra, per disegnare, deporre e disporre milioni e milioni di petali capaci di produrre quei magici capolavori che sanno di arte antica e moderna, carichi di suggestioni emotive e culturali, collegati ai temi della tradizione ed anche della più viva attualità.
Ma il capolavoro sta anche qui: nel magnifico esempio di partecipazione e di coordinamento fra persone neanche necessariamente dello stesso rione o vicinato; nella multiforme esperienza artistica delle tecniche e degli stili che avvincono e sorprendono- nella vasta panoramica dei temi aspiratori determinati da una sensibilità culturale ed umana, talora commoventi; infine nel clima di civile confluenza di diversi interessi, da quello religioso a quello di integrazione sociale, da quello turistico a quello artistico.
Poi, nella tarda mattinata di domenica, sulle bellissime infiorate scorre la processione; vi passa per primo il Vescovo, che porta l'ostensorio.
Lo scopo religioso è raggiunto. Le infiorate - prima custodite, vigilate con zelo e con tenacia - oramai possono anche essere calpestate da chiunque. La loro effimera gloria è arrivata alla fine, al suo naturale epilogo; una magnificenza ancor più stimabile per quanto impegnativa è stata la fatica preparatoria e realizzativa e per quanto istantaneo è stato il tempo per ammirarne lo splendore.
In grazia di tutto ciò Spello può affermare ovunque e a pieno titolo, la sua vocazione di Città d'arte, di tradizioni e di cultura.
Spello è nota per le sue INFIORATE DEL CORPUS DOMINI, stupende creazioni floreali eseguite da veri artisti che le preparano per settimane, usando soltanto elementi vegetali e fioreali. Quei variopinti "tappeti" ornamentali si diramano lungo tutte le vie e le piazzette, emanando il loro profumo e i loro colori per la gioia dei numerosissimi visitatori e per dar modo loro di conoscere ancor meglio la città. Si confezionano 1500 metri circa di tappeti fatti di fiori ispirati a motivi religiosi.
Sono tanti quadri inseriti in una cornice, Spello, degna di tanta arte. L'origine delle infiorate artistiche spellane, risale agli anni Trenta, grazie all'iniziativa di una donna che, intorno al 1930, compose una semplice figurazione con ginestre e finocchi, ricavando il plauso di molti cittadini. Forte di questo piccolo successo, l'anno seguente la donna cercò di fare ancor meglio e sul suo esempio anche altre famiglie vollero emulare la fantasiosa cittadina.
Man mano prese piede a Spello la composizione artistica del tappeto fiorito. I premi per i vincitori erano inizialmente modesti, poi, a seguito della partecipazione dei primi sponsor, si allargarono alla sezione per ragazzi, per il miglior contenuto religioso, ecc.
Oltre ai premi in denaro, si assegna il "Premio Properzio", vale a dire una statuina in bronzo riproducente il poeta latino che viene dato al gruppo di infioratori che avrà vinto per ben tre volte consecutive il premio.
Alcune regole sono di prassi:
Il materiale deve venire dal mondo vegetale, tranne per i coloranti.
Le infiorate non dovranno essere di lunghezza inferiore a 12 metri e stare almeno ad 1 metro dai bordi della strada, per favorire il passaggio ai visitatori.
Si può tracciare il disegno su carta bianca solo nella parti figurative, purché poi non venga colorata.
È altresì proibito usare vernici, smalti e similari.
Le infiorate dovranno terminare entro le ore 9 di domenica.
 Sono prese in considerazione soltanto le opere di carattere religioso.
La Giuria è composta da 7 elementi.
Interessantissimo è partecipare alla preparazione dell'infiorata, che si protrae dal primo pomeriggio del sabato e che ha il suo momento "clou" durante la notte, allorché, coi traffico chiuso alle auto, si iniziano ad ammirare ancora più le illuminate vie medievali.
Ma seguiamo la fresca e viva immaginazione che ci offre al proposito la giornalista Lorella Befani:
"Quella di sabato è una notte particolarmente sofferta; oltre alla stanchezza che sopraggiunge c'è anche la preoccupazione per le condizioni del tempo che non fanno sperare nulla di buono. Un gruppo di ragazzi si affretta a costruire una struttura sormontata da grossi teloni che dovrà proteggerli e proteggere il tappeto floreale in caso di pioggia o vento; intanto c'è chi provvede, aiutato da altri del gruppo, ad allacciare l'energia elettrica per la notte. t un incredibile via vai di gente di tutte le età, un susseguirsi di ordini impartiti a destra e a sinistra; un'eccitazione che coinvolge anche í passanti, felici tuttavia di farsi trascinare in quella notte faticosa ma allegra e un po' folle, fatta di litigi per un colore sbagliato e di risate. La struttura protettiva è finalmente terminata, tutto è pronto per il momento più atteso: la composizione dei petali per creare il disegno prescelto. A questo punto, c’è una vera e propria divisione dei compiti: l'"artista" del gruppo esegue la parte più complessa del tappeto e cioè i soggetti religiosi, gli altri che sono di solito i più giovani, si occupano delle parti decorative che fanno da cornice ai "quadri", altri ancora sono intenti a portare le scatole piene di petali a seconda delle richieste di ognuno. Ora l'intero paese è al lavoro. Ogni tanto qualche passante si affaccia timidamente oltre il telo di protezione per, "rubare" qualche particolare dalle mani abili di quei ragazzí. La notte è lunga, è sofferta, ma tra un caffè e l'altro che può aiutarli a restare svegli, sorgono le prime luci dell'alba. Malgrado la stanchezza, l'attività si fa più frenetica, è una gara veramente spettacolare fatta di rivalità che stimola ogni gruppo a fare meglio dell'altro, è una vera e propria corsa contro il tempo".
 Sono dieci le fasi tecniche dell'infiorata, che seguono un logico rituale in un crescendo di laborioso entusiasmo:
La prima fase è progettuale, vale a dire che tiene conto della superficie stradale a disposizione, onde permettere di studiare il soggetto ed i colori.
La seconda fase è dell'abbinamento tra i colori del bozzetto e dei fiori a disposizione.
La terza fase è quella della raccolta dei fiori che avviene anche a qualche centinaia di Km.
La quarta fase è quella della mondatura, o "sceglitura" dei fiori, vale a dire la separazione dei petali per tipo.
La quinta fase è la preparazione dei disegni su carta bianca, cosa questa che non tutti i gruppi eseguono.
La sesta fase è della preparazione degli stampi che facilitino il lavoro di composizione.
La settima è la installazione di plastica protettiva al fine di evitare vento e pioggia sul capolavoro.
L'ottava, eseguita nel pomeriggio del sabato, è della incollatura, con colla da parati, del disegno eseguito.
La nona fase è la composizione del disegno con petali e verdure.
La decima fase è la protezione dell'infiorata mediante l'irrorazione di acqua con pompe e spruzzatori, in modo da tenere i petali aderenti all'asfalto e nel contempo di evitare che appassiscano al calore del sole.
Lo spessore del tappeto è un elemento assai importante, perché altrimenti coi sole i fiori si ritirano facendo comparire l'asfalto.
Le specie utilizzate nelle infiorate sono numerosissime: fiordaliso, rosa, garofano, papavero, finocchio, veccia, iris, ginestra, sambuco, margherita, tarassico, cardo, serputello, planzago, viscaria, salvia, linaria, calendula, anemone, cicirilli, magnolia, cipollone, gaggia, fico, quercia. noce, cipresso, pino, orchidea selvatica.
Dopo il passaggio della processione le splendide composizioni si dissolvono nell'aria e, purtroppo, non rimane più nulla di quelle opere artistiche se non nelle foto e nelle immagini dei film a colori che le hanno immortalate: ultimo, pallido ricordo di una festa gioiosa che passa.
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